so, non posso proibirvelo; ma se avete un briciolo di coscienza...»
Pierre fece alcune volte il giro della stanza in silenzio; Anatol' era seduto davanti al tavolo e si mordeva le labbra con la fronte aggrottata.
«Insomma, non siete capace di rendervi conto che, oltre al vostro piacere, c'è la felicità, la tranquillità delle altre persone, che voi eravate pronto a rovinare un'intera esistenza perché avevate voglia di divertirvi. Divertitevi con le donne del genere di mia moglie, con loro ne avete tutto il diritto, loro sanno che cosa volete da loro. Loro sono armate contro di voi dalla stessa esperienza di corruzione; ma promettere a una ragazza di sposarla... ingannarla, rapirla... Come fate a non capire che non è meno vile che picchiare un vecchio o un bambino?...»
Pierre tacque e si rivolse ad Anatol' con uno sguardo non più collerico, ma interrogativo.
«Questo io non lo so. Eh?» disse Anatol' rinfrancandosi via via che la collera di Pierre si andava placando. «Questo io non lo so e non voglio nemmeno saperlo,» disse senza guardare Pierre mentre la mascella inferiore gli tremava leggermente. «Ma voi mi avete detto parole come delinquente e roba del genere, ed io, comme un homme d'honneur, non posso permetterle a nessuno.»
Pierre lo guardava con stupore, incapace di capire che cosa l'altro volesse.
«Sebbene questo sia accaduto a quattr'occhi,» continuò Anatol', «io tuttavia non posso...»
«Che cosa? Vorreste forse soddisfazione?» chiese ironicamente Pierre.
«Almeno potreste ritirare le vostre parole. Eh? Se volete che rispetti i vostri desideri. Eh?»
«Le ritiro, le ritiro,» disse Pierre, «e vi prego di scusarmi.»