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veniva presentata, nel salotto di Hélène, come una serie di vacue dimostrazioni che assai presto si sarebbe conclusa con la pace, e dominava incontrastata l'opinione di Bilibin, che ora, a Pietroburgo era di casa da Hélène (ogni uomo intelligente era tenuto a frequentare il suo salotto) secondo la quale, la guerra viene sempre decisa non dalla polvere ma da chi l'ha inventata. In questo circolo, con sottile ironia, e anche con molta cautela, si dileggiavano gli entusiasmi moscoviti, di cui era giunta notizia insieme con l'arrivo dell'imperatore a Pietroburgo.   
   Nel circolo di Anna Pavlovna, al contrario, tali entusiasmi suscitavano ammirazione, e se ne parlava come Plutarco parla degli antichi eroi. Il principe Vasilij, cui spettavano sempre quelle stesse delicate mansioni, fungeva da anello di congiunzione fra i due circoli. Andava da ma bonne amie Anna Pavlovna e andava anche dans le salon diplomatique de ma fille; e sovente, dato l'incessante passaggio da un campo all'altro, s'imbrogliava e in casa di Anna Pavlovna diceva quello che avrebbe dovuto dire in casa di Hélène, e viceversa.   
   Una sera, poco dopo l'arrivo dell'imperatore, il principe Vasilij si sfogava in casa di Anna Pavlovna a parlare dell'andamento della guerra, attaccando violentemente Barclay de Tolly, ma palesando altresì una certa perplessità circa la persona da mettere al comando delle forze armate. Uno degli invitati, noto sotto il nome di un homme de beaucoup de mérite, dopo aver raccontato d'aver visto quel giorno Kutuzov che era stato nominato capo delle operazioni di reclutamento delle milizie private di Pietroburgo, si permise con ogni cautela di avanzare l'ipotesi che Kutuzov fosse l'uomo capace di soddisfare ogni aspettativa.   
   Anna Pavlovna ebbe un mesto sorriso e rispose che Kutuzov, all'imperatore, non aveva mai procurato altro che grattacapi.   

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