«Qu'est-ce qui est la fable de tout Moscou?» disse con irritazione Pierre, alzandosi.
«Basta, conte, lo sapete!»
«Io non so niente,» disse Pierre.
«E io so che voi eravate amico di Nathalie e perciò... No, io sono sempre stata più amica di Vera. Cette chère Véra!»
«Non, madame,» insistette Pierre con tono irritato. «lo non mi sono assunto affatto la parte di cavaliere della Rostova e da quasi un mese non vado in casa loro. Ma non capisco la crudeltà...»
«Qui s'excuse - s'accuse,» disse Julie, sorridendo e agitando le filacce; e, per avere lei l'ultima parola, cambiò subito discorso. «Sapete la novità: la povera Mar'ja Bolkonskaja è arrivata ieri a Mosca. Avete saputo che ha perduto il padre?»
«Possibile! E dov'è? Desidererei molto vederla,» disse Pierre.
«Ho passato ieri la serata con lei. Oggi o domattina partirà, con il nipote, per la sua tenuta nei dintorni di Mosca.»
«E come sta?» disse Pierre.
«Niente, è triste. Ma sapete chi l'ha salvata? È un vero romanzo. Nicolas Rostov. L'avevano circondata, la volevano uccidere, avevano ferito i suoi domestici. Nicolas è accorso e l'ha salvata...»
«Un altro romanzo,» disse il milite. «Davvero questa fuga universale è proprio fatta apposta, perché tutte le vecchie zitelle trovino marito. Catiche è una, la principessina Bolkonskaja è un'altra.»
«Sapete che credo davvero che lei sia un petit peu amoureuse du jeune homme?»
«Multa! Multa! Multa!»
«Ma come si fa a dir questo in russo?»