retto, ma acuto, sicché il fianco sinistro si trovava a •evardino, il destro vicino al villaggio di Novoe e il centro a Borodino, alla confluenza dei fiumi Koloča e Vojna. Questa posizione, coperta dal fiume Koloča, per un esercito che avesse per scopo di arrestare il nemico che avanza sulla strada di Smolensk verso Mosca, appare evidente per chiunque guardi la zona di Borodino dimenticandosi di come si č svolta la battaglia.
Muovendo il 24 verso Valůevo, Napoleone non vide (al contrario di quanto si dice nelle storie) la posizione dei russi attestati da Utitsa a Borodino (non poteva, infatti, vedere questa posizione, perché non esisteva) e non vide l'avamposto dello schieramento russo, ma, inseguendo la retroguardia russa, si scontrň nel fianco sinistro dell'esercito nemico, cioč nel ridotto di Ševardino, e inaspettatamente per i russi fece passare la Koloča alle sue truppe. E i russi, non avendo fatto in tempo a ingaggiare una battaglia campale, con la loro ala sinistra ripiegarono dalla posizione che avevano intenzione di occupare, e ne occuparono una nuova che non era stata prevista né fortificata. Passando sulla riva sinistra della Koloča, a sinistra della strada, Napoleone spostň tutta la futura battaglia da destra a sinistra (rispetto ai russi) e la trasferě sul campo fra Utitsa, Semënovskoe e Borodino (in quel campo che non aveva di per sé nessun elemento strategico piů favorevole di qualsiasi altro campo in Russia), e su quel terreno si svolse tutta la battaglia del 26. In forma sommaria il piano della battaglia presupposta e della battaglia come avvenne realmente potrebbe essere il seguente:
Se la sera del 24 Napoleone non si fosse mosso verso la Koloča e non avesse dato ordine di attaccare la sera stessa il ridotto, ma avesse iniziato l'attacco la mattina seguente, nessuno avrebbe dubitato che il