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   Come si aspettava, mentre egli faceva colazione con il signor de Beausset, che era stato degnato di quest'onore, davanti alla tenda si udivano le acclamazioni entusiaste degli ufficiali e dei soldati della vecchia guardia che accorrevano verso il ritratto.   
   «Vive l'Empereur! Vive le Roi de Rome! Vive l'Empereur!» si udivano gridare voci entusiaste.   
   Dopo colazione, in presenza di de Beausset, Napoleone dettò il suo proclama all'esercito.   
   «Court et énergique!» esclamò Napoleone, quand'ebbe letto di persona e tutto d'un fiato il proclama scritto senza correzioni.   
   Nel proclama si diceva:   
   «Soldati! Ecco la battaglia che avete tanto agognato. Da questo momento la vittoria dipenderà da voi. Per noi essa è necessaria; ci procurerà tutto, ci abbisogna: comodi alloggiamenti e un pronto ritorno in patria. Comportatevi come ad Austerlitz, a Friedland, a Vitebsk e a Smolensk. Che la più remota posterità ricordi con orgoglio le vostre imprese di questo giorno! Che di ognuno di voi dica: egli era alla grande battaglia sotto Mosca!»   
   «De la Moskowa!» ripeté Napoleone e, invitando il signor de Beausset, al quale piaceva viaggiare, ad accompagnarlo nella sua passeggiata, uscì dalla tenda verso i cavalli già sellati.   
   «Votre Majesté a trop de bonté,» disse de Beausset, all'invito di accompagnare l'imperatore: aveva voglia di dormire, non sapeva e aveva paura di montare a cavallo.   
   Ma Napoleone fece un cenno col capo al viaggiatore e de Beausset dovette andare. Quando Napoleone uscì dalla tenda, le grida dei soldati della guardia davanti al ritratto di suo figlio si fecero ancora più

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