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avrebbero detto su di loro, e cioè che essi erano stati alla battaglia sotto Mosca, costoro gridavano: «Vive l'Empereur!» esattamente come avevano gridato: «Vive l'Empereur!» alla vista del quadro del bambino che infilza il globo terrestre del bilboquet, esattamente come avrebbero gridato: «Vive l'Empereur!» davanti a ogni assurdità fosse stata loro detta. Non potevamo far altro che gridare: «Vive l'Empereur!» e andare a battersi per trovare il nutrimento e il riposo dei vincitori a Mosca. Dunque, non fu in seguito agli ordini di Napoleone che essi uccisero i loro simili.   
   E non fu Napoleone che diresse l'andamento della battaglia, perché nessuno dei suoi ordini di operazione fu eseguito, e durante la battaglia egli non sapeva che cosa accadeva davanti a lui. Dunque, anche il modo in cui quegli uomini si uccisero l'un l'altro non fu frutto della volontà di Napoleone, ma avvenne indipendentemente da lui, per volontà di centinaia di migliaia di uomini che partecipavano all'azione comune. A Napoleone pareva soltanto che tutto avvenisse per una sua volontà. E perciò la questione se Napoleone avesse o non avesse avuto il raffreddore non ha maggiore interesse per la storia del raffreddore dell'ultimo soldato di fureria.   
   Tanto più il 26 agosto il raffreddore di Napoleone non ebbe importanza in quanto appaiono assolutamente ingiuste le affermazioni di molti autori circa il fatto che, in seguito al raffreddore di Napoleone, il suo ordine di operazione e le sue disposizioni durante la battaglia furono meno buoni dei precedenti.   
   L'ordine di operazione qui riportato non era affatto peggiore, era anzi migliore di tutti i precedenti ordini di operazione, sulla base dei quali erano state vinte altre battaglie. Le presunte istruzioni impartite

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