Il viso dell'ufficiale anziano era rosso e sudato, gli occhi aggrottati scintillavano.
«Corri dalle riserve, porta i cassoni!» gridò, squadrando con uno sguardo furioso Pierre e rivolgendosi al suo soldato.
«Andrò io,» disse Pierre.
Senza rispondergli, l'ufficiale si avviò a grandi passi nella direzione opposta.
«Non sparate... Aspettate!» gridò.
Il soldato a cui era stato ordinato di andare a prendere le munizioni si scontrò con Pierre.
«Eh, signore, questo non è posto per te,» disse e corse giù.
Pierre corse dietro al soldato, girando intorno al punto dove era seduto il giovane ufficialetto.
Una, due, tre palle gli volarono sul capo, schiantandosi davanti, di fianco, dietro. Pierre corse giù. «Ma dove vado?» si ricordò a un tratto, quando già stava arrivando di corsa ai cassoni verdi. Si fermò, indeciso se andare avanti o indietro. A un tratto, un colpo tremendo lo gettò indietro, per terra. Nello stesso istante il fulgore di una grande fiamma lo illuminò e, sempre nello stesso istante, echeggiò un tuono, uno strepito e un fischio assordanti e stridenti.
Riavutosi, Pierre si ritrovò seduto, appoggiato con le mani a terra; il cassone che aveva accanto, non c'era più; si vedevano solamente delle assi verdi bruciacchiate e degli stracci sull'erba arsa, e un cavallo, scuotendo i frammenti delle stanghe, si allontanava da lui correndo, e un altro giaceva a terra proprio come Pierre ed emetteva un lamento acuto e prolungato.