interrompe voi e priva me di un vero piacere. Sono davvero costernato di dover abbandonare la vostra deliziosa serata,» disse poi, rivolto ad Anna Pavlovna.
Sua figlia, la principessina Hélène, sorreggendo appena le pieghe dell'abito, si inoltrò fra le sedie, mentre il sorriso splendeva ancora più luminoso sul suo volto stupendo. Quando lei gli passò accanto, Pierre guardò quella bellezza con occhi rapiti e ammirati.
«Molto bella,» disse il principe Andrej.
«Molto,» disse Pierre.
Passandogli accanto, il principe Vasilij afferrò Pierre per un braccio e si rivolse ad Anna Pavlovna:
«Dirozzatemi quest'orso,» disse. «È già un mese, sapete, che è in casa mia, ed è la prima volta che lo vedo in società. Niente è più utile a un giovane della compagnia di donne intelligenti.»
Anna Pavlovna sorrise e promise di occuparsi di Pierre che sapeva parente del principe Vasilij dal lato paterno. L'anziana signora che fino a quel momento era stata seduta insieme con ma tante, si alzò in fretta e raggiunse il principe Vasilij in anticamera. Dal suo volto era scomparso tutto il falso interessamento che aveva mostrato fino a poco prima. Il suo viso buono e piagnucoloso ora esprimeva solo inquietudine e timore.
«Dunque, cosa mi dite, principe, del mio Boris?» disse, raggiungendolo in anticamera. (Pronunciava il nome Boris con una sua speciale accentazione sulla o.) «Io non posso trattenermi più a lungo a Pietroburgo. Dite, quali notizie posso portare al mio povero ragazzo?»
Sebbene il principe Vasilij ascoltasse svogliatamente e con scarsa deferenza l'anziana signora, e avesse persino palesato segni d'impazienza, lei seguitò a sorridergli in modo implorante; e anzi, lo afferrò per un