storia. Ma che cos'è il caso? Che cosa è il genio?
I termini caso e genio non designano nulla di realmente esistente, e perciò sfuggono a una definizione. Sono termini che indicano solo un dato grado di comprensione dei fenomeni. Io non so perché si verifichi un certo fenomeno; penso di non poterlo sapere; perciò non voglio sapere e dico: il caso. Vedo una forza che produce un'azione sproporzionata alle comuni facoltà umane; non capisco perché ciò avviene e dico: il genio.
A un branco di montoni, il montone che ogni sera viene chiuso dal pastore in un recinto a parte e diventa due volte più grosso degli altri, deve sembrare un genio. E quella circostanza che ogni sera quello stesso montone non vada a finire nell'ovile comune, ma in un recinto speciale dove trova l'avena, e che proprio quel montone, ben ricoperto di grasso, sia ucciso per essere mangiato, deve apparire una stupefacente combinazione del genio con tutta una serie di casi eccezionali.
Ma ai montoni basterebbe smettere di pensare che tutto quanto accade loro avviene solo per il raggiungimento dei loro scopi particolari di montoni; basterebbe ammettere che quanto accade loro può anche avere scopi per foro incomprensibili; ed immediatamente vedrebbero l'unità, la consequenzialità in ciò che capita al montone così ben nutrito. E anche se non riuscissero a scoprire per quale scopo è stato supernutrito, saprebbero almeno che tutto ciò che è successo al montone non è successo casualmente e non avrebbero più bisogno di ricorrere né al concetto di caso né a quello di genio.
Solo rinunciando a conoscere lo scopo immediato e comprensibile e riconoscendo che lo scopo finale è per noi inaccessibile, riusciremo a vedere una consequenzialità e una logica nella vita dei personaggi storici; ci si rivelerà la causa di quell'azione sproporzionata alle