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corteggiare, ma neanche parlare sorridendo con altre donne, non osava frequentare i club, andare a dei pranzi, neppure cosě, per passare il tempo, non osava spendere denaro per sé, non osava assentarsi da casa per lungo tempo, tranne che per affari, tra i quali sua moglie includeva anche i suoi studi scientifici, di cui non capiva nulla pur attribuendovi grande importanza. In cambio Pierre aveva il pieno diritto di disporre a suo piacimento in casa sua non solo di se stesso, ma dell'intera famiglia. In casa Nataša era agli ordini del marito, e tutti in casa camminavano in punta di piedi quando Pierre era occupato, leggeva o scriveva nel suo studio. Gli bastava manifestare una qualsiasi preferenza per vederla subito realizzata. Gli bastava esprimere un desiderio perché Nataša balzasse in piedi e corresse subito a esaudirlo.   
   L'intera casa era al suo servizio, al servizio cioč dei suoi desideri che Nataša si ingegnava ad indovinare. Il modo di vivere, la residenza, le conoscenze, le relazioni, le occupazioni di Nataša, l'educazione dei figli, tutto assecondava la volontŕ espressa da Pierre, non solo, ma Nataša si sforzava di intuire che cosa si poteva dedurre dalle idee enunciate da Pierre mentre conversava. Ed indovinava con sicurezza ciň che formava la sostanza dei desideri di Pierre e una volta indovinatala, vi si atteneva con fermezza e definitivamente. Quando accadeva che lo stesso Pierre esprimesse l'intenzione di cambiare un proprio desiderio, lottava contro di lui con le sue stesse armi.   
   Cosě, in un periodo penoso, che rimase per sempre impresso nella loro memoria, dopo la nascita del primo figlio, molto debole di costituzione, quando avevano dovuto cambiare tre balie e Nataša si era ammalata dalla disperazione, Pierre le aveva illustrato un giorno le idee di Rousseau, che lui condivideva completamente, a proposito dell'innaturalezza e della

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