questo rivolgimento inevitabile, è necessario che il maggior numero di persone possibile e nel modo più stretto possibile si prendano per mano per far fronte alla catastrofe generale. Tutto quello che c'è di giovane e forte viene attratto lì e si corrompe. Uno viene adescato dalle donne, l'altro dagli onori, un terzo dalla vanità, e così passano via via dall'altra parte. Di uomini indipendenti, liberi, come voi ed io, non ne restano più. E io dico: allargate la cerchia della società, che il mot d'ordre non sia più solo la virtù, ma anche l'indipendenza e l'attività.»
Nikolaj, lasciato in pace il nipote, aveva spostato nervosamente una poltrona, vi si era seduto e sempre ascoltando Pierre tossicchiava con aria scontenta e si incupiva sempre di più.
«Ma un'attività con quale scopo?» esclamò. «E in quali rapporti sareste col governo?»
«Sì, ma è una società segreta e di conseguenza è una società ostile e nociva, che può generare soltanto del male.»
Nataša, che era entrata nella stanza nel bel mezzo della conversazione, guardava con espressione gioiosa il marito. Non la rallegrava quanto lui diceva, che al limite non la interessava, poiché le pareva che fossero tutte cose straordinariamente semplici e di saperle da sempre (così le pareva perché conosceva tutto ciò da cui esse provenivano, l'anima di Pierre), ma la rallegrava vedere in Pierre tanta animazione e tanto entusiasmo.
In modo ancor più gioioso ed estatico lo guardava il ragazzo (di cui tutti si erano dimenticati) dal collo sottile che usciva dal colletto rovesciato. Ogni parola di Pierre gli si imprimeva ardente nel cuore; con un movimento nervoso delle dita spezzava senza accorgersene le stecche di ceralacca e le penne che gli capitavano sotto mano sulla scrivania dello