popoli siano guidati da una certa forza indefinibile chiamata idea, il quesito fondamentale della storia o resta senza risposta, oppure all'antico potere dei monarchi e all'influenza dei consiglieri e di altre persone, introdotto dagli storici generali, si aggiunge ancora la nuova forza dell'idea, il cui nesso con le masse richiede una spiegazione. È possibile capire che Napoleone abbia avuto il potere e perciò quel certo evento si sia verificato; con un po' di buona volontà si può anche capire che Napoleone, insieme con altre influenze, sia stato causa di un avvenimento; ma in che modo il libro Contrat social abbia fatto sì che i francesi si siano messi a massacrarsi a vicenda è una cosa che non può essere capita se non si spiega il nesso causale tra questa nuova forza e l'avvenimento.
Indubbiamente esiste un nesso tra tutto ciò che si trova a vivere in uno stesso periodo, e perciò esiste la possibilità di trovare un certo nesso fra l'attività intellettuale degli uomini e il loro movimento storico, così come si può trovare un nesso del genere tra il movimento dell'umanità e il commercio, l'artigianato, il giardinaggio e quel che volete. Ma è difficile capire perché l'attività intellettuale degli uomini appaia agli storici della cultura come la causa o l'espressione di tutto il movimento della storia. A una simile conclusione gli storici possono essere giunti solo in base a queste considerazioni: 1) la storia è scritta dai dotti, e perciò per loro è stato piacevole e naturale pensare che l'attività della loro categoria costituisca il fondamento del movimento di tutta l'umanità, come è naturale e piacevole pensare altrettanto per i commercianti, gli agricoltori, i soldati (e questo non risulta soltanto perché i commercianti e i soldati non scrivono libri di storia); 2) l'attività spirituale, l'istruzione, la civiltà, la cultura, l'idea, sono