è quello del potere.
Questo concetto è l'unica manovella per mezzo della quale si può manovrare il materiale storico così come oggi viene esposto, e chi spezza questa manovella, come ha fatto Buckle senza conoscere un altro metodo per affrontare il materiale storico, non fa che privarsi dell'ultima possibilità di servirsene. L'indispensabilità del concetto di potere per spiegare i fenomeni storici è dimostrata nel migliore dei modi dagli stessi storici generali e dagli storici della cultura che apparentemente respingono il concetto di potere, ma continuamente vi fanno ricorso.
La scienza storica, per quanto riguarda i problemi dell'umanità, è fino ad oggi simile al denaro in circolazione, alle banconote e alla moneta sonante. Le biografie e le storie dei singoli popoli sono simili alle banconote. Possono circolare e adempiere al loro ufficio senza danno per nessuno, anzi con utilità, finché non sorge la questione da che siano garantite. Basta dimenticare la questione in che modo la volontà degli eroi sia causa degli avvenimenti e le storie dei Thiers diventeranno interessanti. Ma come il dubbio sull'effettivo valore delle banconote sorge o dal fatto che essendo facile fabbricarle, si incominci a fabbricarne molte, o dal fatto che si voglia convertirle in oro, così sorge il dubbio sul reale valore delle storie di questo genere, o dal fatto che ne vengono fuori troppe, o dal fatto che qualcuno d'animo semplice si metta a chiedere: ma con quale forza Napoleone ha fatto questo? Vuole cioè convertire la cartamoneta corrente nell'oro puro di un concetto reale.
Gli storici generali e gli storici della cultura sono invece simili a uomini che avendo notato gli inconvenienti delle banconote, avessero deciso di fabbricare, invece della cartamoneta, moneta sonante con un