anche Kutuzov. Incontrando sulla strada di Znaim il debole distaccamento di Bagration, Murat credette che si trattasse dell'intera armata di Kutuzov. Per essere certo di poterla schiacciare egli attese dunque le truppe rimaste indietro sulla strada di Vienna, e a tale scopo propose un armistizio di tre giorni alla condizione che l'uno e l'altro esercito non mutassero la loro posizione e non si muovessero da dove si trovavano. Murat assicurava che erano già in corso trattative di pace e che pertanto egli proponeva l'armistizio ad evitare un inutile spargimento di sangue. Il generale austriaco conte Nostitz, che si trovava agli avamposti, prestò fede alle parole del parlamentare di Murat e si ritirò, scoprendo il distaccamento di Bagration. Allora un altro parlamentare si recò allo schieramento russo ad annunciare la stessa notizia delle trattative di pace e a proporre alle truppe russe un armistizio di tre giorni. Bagration rispose che non era autorizzato ad accettare o respingere un armistizio, e spedì il proprio aiutante da Kutuzov, con un rapporto sulla proposta che gli era stata fatta.
L'armistizio era, per Kutuzov, l'unico mezzo per guadagnar tempo, dar modo di riposare all'esausto distaccamento di Bagration e far procedere di almeno una tappa verso Znaim il carreggio e l'artiglieria pesante, il cui movimento era tuttora nascosto ai francesi. La proposta di armistizio offriva l'unica e inattesa possibilità di salvare l'armata. Dopo aver ricevuto questa notizia, Kutuzov spedì subito nel campo nemico l'aiutante generale Wintzingerode che si trovava presso di lui. Non soltanto Wintzingerode doveva accettare l'armistizio, ma anche proporre le condizioni della capitolazione; nel frattempo Kutuzov inviò i suoi aiutanti di campo perché affrettassero quanto più possibile il movimento del carreggio di tutta l'armata sulla strada Krems-Znaim. Esausto e