Anche nei rapporti migliori, più amichevoli e più semplici che possono sussistere fra gli uomini, la lusinga o la lode sono necessari come il grasso è necessario alle ruote perché girino.
«Je suis un homme fini,» disse il principe Andrej. «A che serve parlare di me? Parliamo di te piuttosto,» aggiunse dopo un momento di silenzio, sorridendo ai propri consolanti pensieri. Nello stesso istante quel sorriso si rispecchiò sulla faccia di Pierre.
«Cosa si può dire di me?» disse Pierre, allargando la bocca in un sorriso spensierato e sereno. «Chi sono io? Je suis un bâtard!» E improvvisamente si fece di bragia. Si capiva che aveva fatto un grande sforzo per dire quelle parole. «Sans nom, sans fortune... E del resto...» Ma non spiegò a cosa si riferisse con quel «del resto». «Per ora sono libero, e mi trovo bene. Ma non so assolutamente cosa devo fare. Volevo consigliarmi seriamente con voi.»
Il principe Andrej lo guardava con occhi buoni. Il suo sguardo, amichevole e affettuoso, esprimeva tuttavia la consapevolezza della propria superiorità.
«Tu mi sei caro soprattutto perché sei l'unico uomo vivo in tutto il nostro mondo. Ti piace vivere. Scegli ciò che vuoi; una cosa vale l'altra. Tu ti troverai bene dovunque, ma lascia che ti dica una cosa sola: smetti di andare da quei Kuragin, di fare questa vita. Queste cose ti si addicono così poco: quelle baldorie, quell'atmosfera da ussari, e tutto il resto...»
«Que voulez-vous, mon cher,» disse Pierre, stringendosi nelle spalle, «les femmes, mon cher, les femmes!»
«Non capisco,» rispose Andrej. «Les femmes comme il faut sono un'altra cosa; ma les femmes di Kuragin, les femmes et le vin, no, questo non