«Io non capisco,» disse Pierre, sentendo con terrore che il dubbio rinasceva in lui. Aveva paura dell'oscurità e della debolezza degli argomenti del suo interlocutore, aveva paura di non credergli. «Io non capisco,» disse, «perché mai la mente umana non possa raggiungere la conoscenza di cui voi parlate.»
Il massone sorrise del suo mite sorriso paterno.
«La saggezza e la verità suprema sono come una linfa purissima che noi vogliamo ricevere in noi,» disse. «Posso forse ricevere questa purissima linfa in un vaso impuro e poi giudicare della sua purezza? Soltanto attraverso una purificazione interiore di me stesso potrò portare a un certo grado di purezza la linfa che ho ricevuto in me.»
«Sì, sì, è vero!» esclamò Pierre con voce gioiosa. «La suprema saggezza non è fondata sulla sola ragione, né su scienze mondane come la fisica, la storia, la chimica eccetera, nelle quali la conoscenza intellettiva si frantuma. La suprema saggezza è una. La suprema saggezza ha una sola scienza: la scienza del tutto, la scienza che spiega l'intero universo e il posto che vi occupa l'uomo. Per ricevere in sé questa scienza è necessario purificare e rinnovare il nostro essere interiore; perciò, prima di sapere, occorre credere e perfezionarsi. E per il raggiungimento di questi scopi nella nostra anima è stata posta quella luce divina che si chiama coscienza.»
«Sì, sì,» ripeteva Pierre.
«Guarda con occhi spirituali al tuo essere interiore e chiedi a te stesso se sei contento di te. Che cos'hai raggiunto facendoti guidare dalla sola ragione? Che cosa sei? Voi, caro signore, siete giovane, ricco, intelligente, istruito. Che cos'avete fatto di tutti questi beni che vi sono stati elargiti? Siete contento di voi stesso e della vostra vita?»