«No, ordina di attaccare.»
«Possibile che se ne vada e mi lasci solo, senza avermi detto tutto e senza avermi promesso alcun aiuto?» pensava Pierre. Si alzò a testa bassa, sogguardando il vecchio di tanto in tanto, e cominciò a camminare per la stanza. «Sì, a questo io non pensavo; eppure conducevo una vita spregevole, corrotta, senza che tuttavia a me piacesse; e io non volevo una cosa simile,» meditava, «mentre quest'uomo conosce la verità e, se lo volesse, potrebbe rivelarmela.»
Pierre avrebbe voluto dir tutto questo al massone, ma non osava. Dopo aver riposto le sue cose con quelle mani senili da tempo aduse a quei gesti, il viaggiatore si abbottonò il pellicciotto di montone. Poi si rivolse a Bezuchov e in tono di cortese indifferenza gli domandò:
«Dove siete diretto ora, caro signore?»
«Io?... Io vado a Pietroburgo,» rispose Pierre con voce indecisa, infantile. «Vi ringrazio. Sono d'accordo con voi su tutto. Ma non crediate che sia così malvagio. Desideravo con tutta l'anima essere quello che voi vorreste che fossi, ma non ho mai trovato aiuto in nessuno... Del resto, sono il primo ad averne colpa in tutto e per tutto. Aiutatemi, insegnatemi e, forse, diventerò...» Pierre non poté continuare; sospirò profondamente e si volse dall'altra parte.
Il massone tacque a lungo; evidentemente meditando su qualcosa.
«L'aiuto viene accordato soltanto da Dio,» disse, «ma nella misura in cui il nostro ordine è in grado di darvi un aiuto, esso ve lo darà, caro signore. Andate a Pietroburgo, consegnate questo al conte Willarski (prese un grande foglio di carta piegato in quattro e scrisse alcune parole). Permettete che vi dia un solo consiglio. Giunto nella capitale, prima di ogni altra cosa dedicate qualche tempo alla solitudine, all'esame di voi