«Ora debbo rivelarvi quale sia il fine primario del nostro ordine,» disse, «e se questo fine coincide con il vostro, voi entrerete con profitto nella nostra fratellanza. Il primo fine, il principale ed al tempo stesso la base del nostro ordine, sul quale esso è fondato e che nessuna forza umana potrà travolgere, è la conservazione e la trasmissione alla posterità d'un importante mistero... giunto fino a noi dai secoli più remoti, e anzi dal primo uomo: da questo mistero promana forse il destino del genere umano. Ma poiché la natura di siffatto mistero è tale che nessuno può conoscerlo e valersene se non è preparato da una lunga e diligente purificazione di se stesso, non tutti possono sperare di scoprirlo in breve tempo. Perciò noi abbiamo un secondo fine, il quale consiste nel preparare i nostri adepti, per quanto è possibile, a correggere il loro cuore, a purificare e illuminare la loro ragione con i mezzi che ci sono stati trasmessi per tradizione, da coloro che si sono dedicati alla ricerca di questo mistero, e con ciò stesso renderli atti a riceverlo. Purificando e illuminando i nostri adepti, noi ci sforziamo, in terzo luogo, di migliorare l'intero genere umano, offrendogli nei nostri stessi adepti un esempio di pietà e di virtù, e iniziamo così a contrastare con tutte le nostre forze il male che regna nel mondo. Meditate su tutto ciò, dopo di che io tornerò da voi,» concluse e uscì dalla stanza.
«Contrastare il male che regna nel mondo...» ripeté Pierre, e intanto gli si prospettava la sua futura attività in questo campo. Immaginava uomini simili a lui, quale era due settimane prima, e mentalmente rivolgeva loro un discorso edificante e istruttivo. Immaginava uomini viziosi e infelici che lui aiutava con le parole e le opere; immaginava degli oppressori le cui vittime egli salvava. Dei tre fini menzionati dal