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dev'essere attivo e deve svolgere una diligente attività nello stato quando è richiesta la sua partecipazione e un tranquillo spettatore di ciò a cui non è chiamato. La mia lingua è il mio nemico. Mi hanno fatto visita i fratelli G.V. e O., e abbiamo avuto una conversazione preparatoria per l'ammissione di un nuovo fratello. Mi hanno assegnato l'incarico di retore. Mi sento debole e indegno. Poi il discorso è caduto sulla spiegazione delle sette colonne e gradini del tempio. Sette scienze, sette virtù, sette vizi, sette doni dello Spirito Santo. Il fratello O. era molto eloquente. La sera si è svolta la cerimonia dell'accettazione. La nuova sistemazione del locale ha contribuito molto alla magnificenza dello spettacolo. È stato ammesso Boris Drubeckoj. L'ho proposto io, ero io il retore. Uno strano sentimento mi ha agitato per tutto il tempo in cui sono rimasto con lui nel tempio buio. Mi sono sorpreso a provare per lui un sentimento di odio che invano mi sforzo di superare. Avrei voluto poter sinceramente desiderare di salvarlo dal male e portarlo sulla via della verità, ma al tempo stesso i pensieri malevoli su di lui non mi abbandonavano. Mi veniva da pensare che lui entrasse nella confraternita col solo scopo di conoscere nuove persone, di trovar favori presso coloro che fanno parte della nostra loggia. Però, oltre ai sospetti in questo senso, dovuti al fatto che lui ha chiesto più di una volta se N. e S. non facevano parte della nostra loggia (domanda alla quale non potevo rispondere), e al fatto che lui, secondo le mie osservazioni, non è capace di provare un vero sentimento di rispetto per il nostro santo ordine ed è troppo occupato e soddisfatto della sua personalità esteriore per desiderare un miglioramento della sua personalità spirituale, non avevo fondamenti per dubitare di lui; eppure mi sembrava insincero, e per tutto il tempo che sono rimasto a tu per tu con lui nel tempio buio, mi è

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