«C'è stato un amore d'infanzia?» chiese il principe Andrej, arrossendo di colpo.
«Sì. Vous savez, entre cousin et cousine cette intimité mène quelquefois à l'amour: le cousinage est un dangereux voisinage, n'est ce pas?»
«Oh, non c'è dubbio,» disse il principe, e a un tratto, con una vivacità improvvisa e innaturale prese a scherzare con Pierre, ammonendolo a sorvegliare i suoi rapporti con le cugine cinquantenni di Mosca; alla fine, nel mezzo di questa scherzosa conversazione, si alzò, prese Pierre sotto braccio e lo trasse in disparte.
«Be', che cosa c'è?» chiese Pierre, il quale aveva osservato non senza stupore la strana animazione del suo amico e aveva notato l'occhiata che il principe Andrej, alzandosi, aveva lanciato a Nataša.
«Ho bisogno, ho bisogno di parlare con te,» disse il principe Andrej. «Tu conosci i nostri guanti da donna (parlava dei guanti massoni che venivano dati a ogni nuovo confratello affinché li consegnasse alla donna amata). Io... Ma no, parleremo dopo...» E, con una strana luce negli occhi e una strana inquietudine nei gesti, si avvicinò a Nataša sedendolesi accanto. Pierre vide che le domandava qualcosa e lei gli rispondeva, con un subitaneo rossore.
Ma in quel momento Berg si avvicinò a Pierre e lo pregò con particolare insistenza di prender parte alla discussione sugli avvenimenti di Spagna che stava svolgendosi tra il colonnello e il generale.
Berg era felice. Un sorriso di soddisfazione non abbandonava mai la sua faccia. Era una serata molto riuscita, in tutto e per tutto uguale agli altri ricevimenti ai quali aveva assistito. Sì, tutto era perfettamente uguale: i fini discorsi delle signore, il gioco di carte, il generale che