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immediatamente sposata in segreto. Con una freddezza che il figlio in lei non aveva mai visto, la contessa gli rispose che era maggiorenne, che il principe Andrej si sposava senza il consenso del padre e che lui poteva fare altrettanto, ma che lei non avrebbe mai considerato come una figlia quella intrigante.   
   Esacerbato dalla parola intrigante, Nikolaj alzò la voce. Disse che non avrebbe mai pensato che sua madre potesse indurlo a vendere i propri sentimenti e, che se così stavano le cose, lui le diceva per l'ultima volta...   
   Ma non fece in tempo a dire quella parola decisiva che, a giudicare dall'espressione del suo viso, la madre si aspettava con terrore, e che forse sarebbe rimasta per sempre a dividerli con quel crudele ricordo. Non fece in tempo a dirla, perché Nataša entrò, col volto pallido e contratto dalla porta dietro la quale era in ascolto.   
   «Nikolen'ka, stai dicendo delle sciocchezze, taci, sta' zitto. Ti ho detto di star zitto!...» gridò quasi, per soffocare la sua voce.   
   «Mamma, tesoro, non è affatto per questo... povera mamma,» disse poi, rivolgendosi a sua madre che, sentendo imminente una rottura, guardava con spavento il figlio, ma, trascinata dall'ostinazione e dallo slancio della lotta, non voleva e non poteva arrendersi.   
   «Nikolen'ka, ti spiegherò io, adesso va'... E voi ascoltate, mamma cara,» aggiunse.   
   Le sue parole erano senza senso, ma raggiunsero il risultato che lei sperava.   
   La contessa, scoppiando in pesanti singhiozzi, cercò rifugio nascondendo il volto nel seno della figlia; Nikolaj si alzò e, prendendosi la testa fra le mani, uscì dalla stanza.   

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