al corredo; e poi è saltato fuori un acquirente per la proprietà dei dintorni di Mosca e per la casa. Se potrò contare sulla vostra cortesia, farò una scappata di un solo giorno a Mar'jnskoe e vi accollerò le ragazze.»
«Certo, certo, da me staranno al sicuro. In casa mia sarà come se fossero al Consiglio di tutela. Le porterò io dove occorre, e le sgriderò e coccolerò,» disse Mar'ja Dmitrievna toccando con la sua grande mano una guancia della sua figlioccia, Nataša.
«Bene, adesso parliamo un po'. Mi congratulo con te per il fidanzato. Hai trovato un marito coi fiocchi! Ne sono contenta, per te; lui, poi, lo conosco da quando era piccolo così,» e indicò una spanna da terra. Nataša si fece rossa per la gioia. «Voglio bene a lui e a tutta la sua famiglia. Adesso senti. Tu sai che il vecchio principe Nikolaj non desiderava affatto che il figlio si sposasse. È un vecchio bisbetico! Si capisce, il principe Andrej non è più un bambino e può anche non curarsi di lui; ma non è bello entrare in una famiglia contro volontà. Bisogna farlo d'amore e d'accordo. Tu sei intelligente, saprai cavartela come si deve. Comportati per bene con intelligenza, e vedrai che tutto andrà per il meglio.»
«Vedi, io lo conosco da tanto tempo, e voglio bene anche a Mašen'ka, la tua futura cognata. "Cognate, gatte arrabbiate", ma questa non farebbe del male a una mosca. Mi ha pregato di farla incontrare con te. Domani tu andrai da lei con tuo padre e tu procura di essere affettuosa: sei più giovane di lei, tu. Quando poi arriverà il tuo sposo, avrai già fatto conoscenza della sorella e del padre, e loro ti vorranno già bene. È così, sì o no? Non credi che sia meglio?»
«Sì,» rispose Nataša, di malavoglia.