«Che cosa vuoi?» domandò spaventata la contessa; ma, indovinando dalla faccia della figlia, che si trattava di una birichinata, le fece un gesto severo con la mano muovendo la testa in segno di monito e di diniego.
La conversazione tacque.
«Mamma! Che dolce ci sarà?» risuonò tutta d'un fiato e ancor più decisa la voce di Nataša.
La contessa avrebbe voluto atteggiare il volto a un'espressione severa, ma non vi riuscì. Mar'ja Dmitrievna la minacciò col suo grosso indice.
«Cosacco!» l'ammonì in tono severo.
La maggior parte degli invitati guardava le persone più anziane, non sapendo come si dovesse reagire a quella scappatella.
«Adesso t'insegno io!...» esclamò la contessa.
«Mamma, cosa ci sarà per dolce?» gridò ancora Nataša ormai in tono ardito e capricciosamente allegro, sicura in anticipo che la sua uscita sarebbe stata accettata con indulgenza.
Sonja e il grasso Petja nascondevano la faccia per non lasciar vedere che ridevano.
«Hai visto che gliel'ho domandato?» bisbigliò Nataša al fratellino e a Pierre, al quale gettò un'altra occhiata.
«Ci sarà il gelato; a te però non lo daranno,» disse Mar'ja Dmitrievna.
Nataša capiva che non aveva nulla da temere, così non aveva paura nemmeno di Mar'ja Dmitrievna.
«Che qualità di gelato, Mar'ja Dmitrievna? Se è di crema a me non piace.»
«È un gelato di carota.»
«No, di che qualità è, Mar'ja Dmitrievna? Di che qualità?» insistette