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Mar'ja Dmitrievna la quale lo invitava a recarsi da lei per una questione molto importante che riguardava Andrej Bolkonskij e la sua fidanzata. Pierre evitava Nataša. Gli sembrava di provare per lei un sentimento più forte di quello che avrebbe dovuto provare un uomo sposato nei confronti della fidanzata di un suo amico. E invece uno strano destino lo avvicinava di continuo a lei.   
   «Che cosa può essere accaduto? E che c'entro io con loro?» pensava, mentre si vestiva per recarsi da Mar'ja Dmitrievna. «Almeno il principe Andrej arrivasse presto e se la sposasse!» pensava, mentre stava andando da Mar'ja Dmitrievna Achrosimova.   
   Sul Boulevard Tverskoj qualcuno lo chiamò.   
   «Pierre! È molto che sei arrivato?» gli gridò una voce ben nota.   
   Pierre alzò il capo. In una slitta a due cavalli, trainata da una coppia di trottatori grigi che schizzavano la neve sullo sperone della slitta, sfrecciò Anatol' col suo eterno compagno Makarin. Anatol' sedeva in posizione eretta - la classica posa dei militari eleganti - con la parte inferiore del viso coperta dal bavero di castoro e la testa un po' china. La sua faccia era fresca e rubiconda, il cappello con le piume bianche era calzato un poco sulle ventitré, scoprendo i capelli ricciuti e impomatati, spruzzati di nevischio.   
   «Ecco un vero saggio!» pensò Pierre. «Non vede niente al di là del piacere momentaneo; niente lo turba, e per questo è sempre allegro, tranquillo e soddisfatto. Che cosa non darei per essere come lui!» si disse con invidia.   
   Nell'anticamera dell'Achrosimova, mentre si toglieva la pelliccia il domestico gli disse che Mar'ja Dmitrievna lo pregava di recarsi nella sua camera da letto.   

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