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   «È vero e non è vero,» cominciò Pierre; ma il principe Andrej lo interruppe.   
   «Ecco le sue lettere e il ritratto,» disse.   
   Prese il pacchetto dal tavolo e lo diede a Pierre.   
   «Dallo alla contessina... se la vedrai.»   
   «È molto malata,» continuò Pierre.   
   «Dunque è ancora qui?» disse il principe Andrej. «E il principe Kuragin?» domandò rapidamente.   
   «È partito da molto tempo. Lei è stata in punto di morte...»   
   «Mi dispiace molto per la sua malattia,» disse il principe Andrej. E sorrise del sorriso freddo e sgradevole di suo padre.   
   «Sicché il principe Kuragin non ha degnato della sua mano la contessina Rostova?» disse poi, e soffiò più volte con il naso.   
   «Lui non poteva sposarsi, perché è già sposato,» disse Pierre.   
   Il principe Andrej ebbe una risata stridula: di nuovo faceva pensare a suo padre.   
   «E dove si trova adesso vostro cognato, se lo posso sapere?» disse.   
   «È partito per Pietroburgo... o almeno credo,» rispose Pierre.   
   «Ma sì, che importanza ha?» disse il principe Andrej. «Riferisci alla contessina Rostova che era e resta del tutto libera e che io le auguro ogni bene.»   
   Pierre prese in mano il fascio di carte. Il principe Andrej lo guardava fisso come se cercasse di ricordarsi se non dovesse dire ancora qualcos'altro o come se aspettasse che parlasse Pierre.   
   «Ascoltatemi: vi ricordate della nostra discussione a Pietroburgo?» disse Pierre, «vi ricordate di...»   
   «Mi ricordo,» rispose in fretta il principe Andrej, «avevo detto che si

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