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rimprovero.   
   «Ora è qui... ditegli... che mi per... che mi perdoni.»   
   Si fermò e il suo ansito si fece ancora più affrettato; ma non pianse.   
   «Sì... glielo dirò, ma...» Pierre non sapeva che cosa dire.   
   Nataša evidentemente era spaventata del pensiero che poteva aver avuto Pierre.   
   «Lo so che tutto è finito,» disse in fretta. «No, questo non potrà mai accadere. Mi tormenta soltanto il male che gli ho fatto. Ditegli una cosa sola: che io lo prego di perdonarmi, di perdonarmi per tutto...»   
   Nataša fu percorsa da un tremito in tutto il corpo e sedette su una sedia.   
   Un sentimento di pietà come non aveva mai provato colmò tutta l'anima di Pierre.   
   «Glielo dirò, gli dirò ancora una volta tutto,» disse Pierre, «ma... io desidererei sapere una cosa...»   
   «Che cosa?» disse lo sguardo di Nataša.   
   «Desidererei sapere se voi avete amato...» Pierre non sapeva come nominare Anatol' e arrossì al pensiero di lui, «se avete amato quell'uomo malvagio?»   
   «Non chiamatelo malvagio,» disse Nataša, «Io non so nulla, non so nulla...» e di nuovo scoppiò a piangere.   
   E un sentimento ancor più forte di pietà, di tenerezza e d'amore invase Pierre. Sentiva sotto gli occhiali scorrergli le lacrime, e sperava che non venissero notate.   
   «Non ne parliamo più, amica mia,» disse.   
   A un tratto quella sua voce dolce, affettuosa e colma di sincera tenerezza parve molto strana a Nataša.   

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