delle tre armate aveva un proprio comandante in capo, ma un capo supremo di tutte le armate non c'era e l'imperatore non si decideva ad assumersi questa carica.
Quanto pił l'imperatore insisteva a trattenersi a Vilno, tanto meno ci si preparava alla guerra, stanchi ormai di aspettarla. Si sarebbe detto che tutte le persone che circondavano il sovrano fossero impegnate soltanto a fargli passare piacevolmente il tempo, distogliendolo dal pensiero del conflitto imminente.
Dopo una serie di balli e festeggiamenti organizzati da magnati polacchi, dagli esponenti della corte e dallo stesso imperatore, verso la fine del mese, un generale polacco, aiutante di campo di Sua Maestą Imperiale, ebbe l'idea di dare una cena e un ballo in onore dell'imperatore, a cura dei generali suoi aiutanti. Il sovrano espresse il suo consenso. Gli aiutanti generali raccolsero il denaro per sottoscrizione. Fu invitata a fungere da padrona di casa del ballo una certa persona, che pił d'ogni altra poteva esser gradita all'imperatore. Il conte Bennigsen, latifondista della provincia di Vilno, propose di organizzare la festa nella sua casa fuori cittą e fu fissato il 13 giugno per il pranzo, il ballo, la passeggiata in barca e i fuochi d'artificio a Zakreta, come appunto era denominatala residenza di campagna del conte Bennigsen.
Lo stesso giorno in cui Napoleone aveva ordinato di passare il Niemen, e le sue avanguardie, respinti i cosacchi, avevano varcato la frontiera russa, Alessandro trascorreva la serata nella villa di Bennigsen, partecipando al ballo offerto dagli aiutanti generali.
Fu una lieta, brillantissima festa; gli intenditori affermavano che di rado si era vista una siffatta accolita di belle donne. Fra le altre