signore russe che avevano seguito l'imperatore fino a Vilno, al ballo c'era la contessa Bezuchova, che con la sua pesante bellezza (cosiddetta russa), oscurava le raffinate dame di Polonia. Essa fu notata e l'imperatore la degnò di un ballo.
Era presente anche Boris Drubeckoj, en garçon, come diceva, poiché aveva lasciato sua moglie a Mosca. Sebbene non fosse aiutante generale, anch'egli aveva partecipato alla sottoscrizione, contribuendo con una forte somma. Adesso Boris era un uomo ricco, molto avanti sulla via degli onori, ormai non cercava più autorevoli protettori, ma si trovava su un piede di parità con i più altolocati fra i suoi coetanei. A Vilno aveva incontrato Hélène: non la vedeva da molto tempo né ormai voleva ricordarsi del passato; ma, siccome attualmente Hélène godeva dei favori di un personaggio molto importante e Boris era sposato da poco, s'erano subito affiatati come due vecchi amici.
A mezzanotte si ballava ancora. Hélène, che non aveva un cavaliere degno di lei, fu la prima a proporre una mazurka a Boris. Sedevano in attesa di entrare nel ballo come terza coppia. Boris, guardando impassibile le scintillanti spalle nude di Hélène che emergevano dall'abito scuro di tulle sparso di pagliuzze d'oro, le andava parlando delle antiche conoscenze, e nello stesso tempo, senza rendersene conto (né se ne accorgevano gli altri), non cessava un secondo di osservare l'imperatore, che si trovava in quella stessa sala. Sua Maestà non ballava: era in piedi sulla soglia e s'intratteneva ora con questa, ora con quella persona, ricorrendo a parole affabili che solo lui sapeva dire.
Al principio della mazurka Boris vide che l'aiutante generale Balašëv, uno degli intimi dell'imperatore, si era avvicinato mentre conversava con