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una signora polacca e si tratteneva accanto a lui in atteggiamento inusitato per un cortigiano. Sua Maestŕ smise di parlare con la signora, e lanciň a Balašëv, un'occhiata interrogativa, rendendosi conto che il contegno dell'aiutante era motivato da ragioni molto importanti. Pertanto fece un lieve cenno di scuse alla signora e si rivolse a Balašëv. Non appena quest'ultimo prese a parlare, lo stupore si dipinse sul volto dell'imperatore. Prese Balašëv sotto braccio e si avviň con lui attraverso la sala, aprendo senza rendersene conto un passaggio largo circa due metri davanti a sé, lasciato libero dalle persone che si scostavano al suo passaggio. Boris notň il viso turbato di Arakčeev, mentre l'imperatore camminava con Balašëv. Guardando di sottecchi l'imperatore e soffiando con il suo rosso naso, Arakčeev avanzň di tra la folla, quasi si aspettasse che il sovrano gli rivolgesse la parola. (Boris comprese che Arakčeev era invidioso di Balašëv e contrariato dal fatto che una notizia senza dubbio importantissima venisse trasmessa al sovrano per il tramite di un'altra persona.)   
   Ma l'imperatore e Balašëv, senza accorgersi di Arakčeev, passarono attraverso la porta d'ingresso nel giardino illuminato. Reggendo la sciabola e guardandosi attorno con rabbia, Arakčeev li seguiva a una ventina di passi di distanza.   
   Mentre Boris continuava a eseguire le figure di mazurka, era torturato da un pensiero incessante: quale notizia aveva recato Balašëv? E in che modo poteva essergli giunta prima che a ogni altro?   
   Nella figura in cui spettava a lui scegliere le dame, dopo aver bisbigliato a Hélčne che intendeva prescegliere la contessa Potocka, che (cosě gli sembrava) era andata ad affacciarsi a un balcone, corse via sfiorando appena coi piedi il parquet e s'avviň verso la porta del

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