Indice   [800x750]    Website Info


localitą che ha intenzione di visitare, ma come se fosse stato persuaso che Balašėv, in quanto russo, dovesse sentirsi lusingato di una siffatta curiositą.   
   «Quanti abitanti ha Mosca? quante case?» domandava. «Č, vero che Moscou č detta Moscou la sainte? Quante chiese ci sono a Moscou?»   
   E, alla risposta che le chiese erano pił di duecento:   
   «A che servono tante chiese?» fu la sua domanda.   
   «I russi sono molto devoti,» rispose Balašėv.   
   «Un cosģ alto numero di chiese e di monasteri č sempre sintomo di arretratezza di un popolo,» osservņ Napoleone, voltandosi a guardare Caulaincourt onde esternasse il suo apprezzamento per questo giudizio.   
   Balašėv rispettosamente si permise di non consentire con l'opinione dell'imperatore francese.   
   «Ogni paese ha i suoi costumi,» disse.   
   «Ma in nessun paese d'Europa sopravvive qualcosa di simile,» disse Napoleone.   
   «Chiedo scusa a Vostra Maestą,» disse Balašėv, «ma oltre alla Russia c'č la Spagna: anche in Spagna ci sono innumerevoli chiese e monasteri.»   
   Questa risposta di Balašėv, che alludeva alla recente sconfitta dei francesi in Spagna, venne pił tardi altamente apprezzata alla corte dell'imperatore Alessandro (secondo quanto ebbe a raccontare lo stesso Balašėv) ma assai poco gradita in quel momento, alla tavola di Napoleone, dove passņ senza alcun rilievo.   
   Dall'indifferenza e dall'incomprensione espressa dal volto dei signori marescialli fu evidente che essi non avevano afferrato in che cosa consistesse l'arguzia a cui il tono di Balašėv pareva alludere. «Se pur c'č stata, o noi non l'abbiamo capita o non č affatto spiritosa,» dicevano

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti