sono in alcun modo responsabili. Se ti sembra che qualcuno si sia reso colpevole nei tuoi confronti, perdonalo e dimentica. Noi non abbiamo il diritto di castigare. E tu comprenderai quanta felicità stia nel perdono.»
«Se fossi una donna, lo farei, Marie. La virtù nelle donne consiste in questo. Ma un uomo non deve e non può dimenticare e perdonare,» continuò; e sebbene fino a quel momento non avesse pensato a Kuragin, tutto il rancore non vendicato sorse improvviso nel suo cuore. «Se la principessina Mar'ja mi esorta a perdonare, vuol dire che da tempo avrei dovuto punire,» pensò. E, senza più rispondere alla sorella si mise a preconizzare mentalmente la gioia e la collera del momento in cui avrebbe incontrato Kuragin, il quale, come sapeva, si trovava sul fronte occidentale.
La principessina Mar'ja supplicò il fratello di trattenersi ancora un giorno; disse di sapere che il loro padre ne avrebbe provato dolore, se fosse partito senza essersi riconciliato con lui; ma il principe Andrej le rispose che molto probabilmente sarebbe tornato presto dal fronte, che avrebbe scritto al padre senza fallo e che per contro, se ora avesse indugiato, quel loro dissidio si sarebbe inasprito.
«Adieu, André! Rappelez-vous que les malheurs viennent de Dieu, et que les hommes ne sont jamais coupables,» furono le ultime parole che udì pronunciare dalla sorella mentre prendeva congedo da lei.
«Questo è il destino riservato al mondo!» pensò il principe Andrej mentre in carrozza usciva dal viale di Lysye Gory. «Povera creatura innocente: lei resta qui in preda a un vecchio uscito di senno. Il vecchio sente d'esser colpevole, ma non è in grado di mutare. Il mio bambino cresce e gioisce della vita: della vita in cui, poi, sarà come tutti gli altri, ingannato e ingannatore... Io sto per andare al fronte. E perché?