dell'imperatore; Bennigsen era un latifondista della provincia di Vilno, che in un certo senso faceva les honneurs della zona e in sostanza era un bravo generale, utile sia per averne un consiglio, sia per averlo sempre pronto a sostituire Barclay. Il granduca era presente perché l'imperatore Alessandro apprezzava altamente le sue qualità personali. Armfelt perché gli tornava comodo. Quanto all'ex ministro Stein, poteva sempre tornare utile per un consiglio; inoltre odiava Napoleone ed era un ufficiale molto sicuro di sé, cosa che faceva sempre effetto ad Alessandro. Paolucci giustificava la sua presenza con l'ardimento e i suoi discorsi decisi. Gli aiutanti generali stavano lì per il semplice fatto che ovunque fosse il sovrano essi non potevano mancare. E infine Pfühl era sul posto perché, avendo ideato il piano di guerra contro Napoleone costringendo Alessandro a credere alla razionalità del suo elaborato strategico, dirigeva in pratica l'intero andamento del conflitto. Presso Pfühl c'era Wohlzogen, che s'adoperava a illustrare il pensiero di Pfühl in forma più accessibile di quanto lo stesso Pfühl riuscisse a fare, da quel teorico da tavolino che era, aspro e pieno di sé al punto da disprezzare il mondo intero.
Oltre alle sunnominate persone, russe e straniere (specie straniere, che con la disinvoltura degli uomini che agiscono in un ambiente estraneo al proprio proponevano ogni giorno nuove idee inaspettate), c'erano innumerevoli altri personaggi secondari, i quali erano al seguito dell'esercito per il semplice fatto che ivi si trovavano le persone di primo piano. Nel complesso dei vari pensieri e delle voci che circolavano in quell'immenso, irrequieto, brillante e vanesio mondo, il principe Andrej intravedeva le seguenti e più nette suddivisioni di correnti e di partiti.
Il primo partito era quello di Pfühl e dei suoi accoliti (i teorici