Indice   [800x750]    Website Info


riusciva a capire se il tè fosse forte o meno, e il samovar conteneva acqua bastante solo per sei bicchieri di bevanda: ma era tanto più piacevole ricevere a turno, e a seconda dell'anzianità, il proprio bicchiere dalle manine soffici, con le unghie corte e non del tutto pulite, di Mar'ja Genrichovna. Si sarebbe detto che quella sera tutti gli ufficiali fossero innamorati di lei. Persino gli ufficiali che giocavano a carte dietro il tramezzo ben presto abbandonarono il gioco e si accostarono al samovar, unendosi agli altri corteggiatori di Mar'ja Genrichovna. Questa, vedendosi circondata da tanti giovanotti cortesi e baldanzosi, raggiava di malcelata soddisfazione, sebbene provasse un moto di soggezione ogni qual volta il marito, accanto a lei, faceva un movimento nel sonno.   
   Il cucchiaio era uno solo. L'unica cosa che abbondava era lo zucchero, ma non riuscivano a mescolarlo; perciò venne deciso che, a turno, mescolasse lo zucchero a ciascuno. Rostov ebbe il suo bicchiere, vi aggiunse un goccio di rhum, poi chiese a Mar'ja Genrichovna di mescolarlo.   
   «Io però non voglio zucchero, mi basta che mescoliate il mio tè con la vostra manina.»   
   Mar'ja Genrichovna acconsentì e si mise a cercare il cucchiaio di cui qualcuno si era già impadronito.   
   «Mescolatelo col vostro ditino, Mar'ja Genrichovna,» disse Rostov, «sarà ancora più delizioso!»   
   «Scotta!» replicò lei, arrossendo di piacere.   
   Il'in prese un secchio pieno d'acqua, vi versò qualche goccia di rhum; poi si avvicinò a Mar'ja Genrichovna pregandola di mescolare col ditino.   
   «Questa è la mia tazza,» disse. «Basta che ci mettiate dentro il vostro

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti