La vigilia della domenica in cui era stata recitata la preghiera del Sinodo, Pierre aveva promesso ai Rostov di portare in casa loro - tramite il conte Rastopčin, del quale era buon amico - sia il proclama alla Russia, sia le ultime notizie dal fronte. Al mattino, passando da Rastopčin, Pierre trovň soltanto un corriere arrivato in quel momento dalla zona delle operazioni militari.
Questo corriere era uno dei frequentatori di feste e balli moscoviti, e Pierre lo conosceva bene.
«Per amor di Dio, non potreste alleggerirmi un pochino?» disse il corriere, «ho la bisaccia piena di lettere ai genitori.»
Fra queste lettere ce n'era una di Nikolaj Rostov, diretta al padre. Inoltre, il conte Rastopčin diede a Pierre il proclama dell'imperatore ai moscoviti, stampato proprio allora, gli ultimi ordini del giorno alle truppe e il suo ultimo manifesto. Scorrendo gli ordini dei giorno, Pierre trovň frammisto al nome dei feriti, dei caduti e dei decorati, quello di Nikolaj Rostov in quanto era stato insignito della croce di San Giorgio di quarta classe per il valore dimostrato nel fatto d'armi di Ostrovnja; e in quello stesso ordine del giorno, la nomina di Andrej Bolkonskij a comandante di un reggimento cacciatori. Sebbene non volesse certo rammentare Bolkonskij ai Rostov, non seppe peraltro esimersi dal rallegrarli con la notizia della decorazione ottenuta dal figlio; e trattenendo presso di sé il proclama, il manifesto e gli altri ordini del giorno per recarli di persona quando si fosse recato a cena dai Rostov, fece loro recapitare l'ordine del giorno stampato e la lettera di Nikolaj.
Il colloquio col conte Rastopčin; il suo tono inquieto e frettoloso; l'incontro col corriere, che raccontava nel modo piů incurante e svagato