qualcosa meglio di colui che ne sta parlando.
«Ti dirò di più,» proseguì il principe Vasilij, afferrandola per un braccio, «la lettera è stata scritta, benché non sia spedita, e l'imperatore ne è a conoscenza. La questione sta solo in questo: se sia stata distrutta oppure no. In quest'ultimo caso non appena tutto sarà finito,» e il principe Vasilij sospirò, facendo con ciò capire che cosa intendesse con le parole tutto sarà finito, «e saranno dissuggellate le carte del conte, il testamento e la lettera verranno consegnati all'imperatore, e certo la richiesta verrà presa in considerazione. Dopo di che Pierre, come figlio legittimo, potrà ottenere tutto.»
«E la nostra parte?» domandò la principessina, sorridendo ironicamente come se tutto potesse accadere, ma non questo.
«Mais, ma pauvre Catiche, c'est clair comme le jour. Pierre sarà l'unico legittimo erede e voi non riceverete un bel nulla. Mia cara, tu devi cercare di sapere se il testamento e la lettera sono stati scritti e se poi sono stati distrutti. E se per un motivo qualsiasi fossero stati dimenticati, tu devi cercar di sapere dove sono e trovarli, perché...»
«Anche questa ci mancava!» lo interruppe la principessina sorridendo sardonicamente e non, mutando l'espressione degli occhi. «Io sono una donna; secondo voi, noi donne siamo tutte sciocche; ma ho sempre saputo che un figlio illegittimo, un bâtard,» aggiunse per dimostrare definitivamente al principe con questo termine francese tutta l'inconsistenza delle sue parole, «non può ereditare.»
«Ma insomma, Catiche, come fai a non capire! Sei così intelligente, dunque come fai a non capire! Se il conte ha scritto all'imperatore una lettera nella quale gli rivolge la supplica di riconoscere il figlio come legittimo. Pierre non sarà più Pierre, ma il conte Bezuchov, cosicché