Indice   [800x750]    Website Info


il bianco torace che contrastava con le mani, le facce e i colli color rosso mattone. Tutta questa nuda, bianca massa di carne umana si dimenava fra risa e schiamazzi in quella lurida pozzanghera, come un groviglio di barbi stipati in una nassa. Aveva un'aria di allegria, quel dibattersi di tanti corpi; e d'altronde proprio per questo ne derivava un senso di malinconia.   
   Un soldato giovane e biondo della terza compagnia (il principe Andrej aveva già avuto occasione di conoscerlo) con una cinghietta legata sotto il polpaccio, facendosi il segno della croce indietreggiò per prendere bene lo slancio e tuffarsi in acqua; un altro, un sottufficiale villoso, nero di capelli e sempre spettinato, era immerso fino alla cintola; stiracchiandosi il corpo muscoloso e sbuffando allegramente si annaffiava il capo con le braccia nere di peli fino alle mani. Risonavano le pacche che si davano a vicenda con le mani, fra strida, esclamazioni e sbuffi.   
   Sulla riva, lungo la diga, nello stagno, dappertutto si vedeva quella carne bianca, sana e muscolosa. L'ufficiale Timochin, col suo nasetto rosso, si strofinava sulla diga per asciugarsi; nel vedere il principe ebbe un moto di vergogna, ma decise egualmente di rivolgergli la parola: «Ah, come si sta bene, Eccellenza; perché non vi degnate anche voi?» disse.   
   «È troppo fangosa, quest'acqua,» rispose il principe Andrej con una smorfia disgustata.   
   «Adesso provvediamo noi a fare un po' di pulizia!»   
   E Timochin, ancora svestito, corse a far pulizia.   
   «Anche il principe vuol fare il bagno!»   
   «Quale principe? Il nostro?» chiesero alcune voci e tutti si diedero da fare con tale zelo e sollecitudine che il principe Andrej durò fatica a

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti