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legge della guerra! Ma in compenso il nemico ne ha perduto un'enormità.   
   «Cosa sarebbe costato restare altri due giorni? Si sarebbero ritirati da sé, perché non avevano acqua per abbeverare né gli uomini, né i cavalli. Lui mi aveva dato la sua parola d'onore che non si sarebbe ritirato, ma poi, all'improvviso, ha diramato una disposizione per la quale si sarebbe ritirato nottetempo. A questo modo condurre la guerra è impensabile e in breve tempo condurremo il nemico sotto le mura di Mosca.   
   «Corre voce che voi pensiate alla pace. Che Dio ce ne preservi! Dopo tanti sacrifici, dopo tutte queste ritirate inconsulte, concludere la pace!... Sollevereste la Russia intera contro di voi e ognuno di noi considererebbe indegno indossare la divisa. Visto che le cose prendono questa piega, bisogna battersi finché la Russia resiste, fino a quando ci sarà un solo uomo in piedi...   
   «Bisogna che il comando sia affidato a una sola persona, non a due. Il vostro ministro è forse idoneo a coprire un dicastero, ma come generale non solo vale poco, ma è addirittura un disastro. Eppure gli hanno affidato il destino di tutta la nostra patria!... Credetemi, mi sembra d'impazzire per il dispetto; scusatemi se scrivo in modo tanto temerario, ma solo un uomo che non ami il sovrano e desideri la rovina di noi tutti può suggerire di concludere la pace e di affidare il comando dell'esercito al ministro. Pertanto io vi scrivo la verità: affrettatevi a preparare le milizie, giacché il ministro, con manovre davvero magistrali, sta conducendo il nemico nella capitale... Grande diffidenza suscita del pari in tutte le forze armate l'imperiale aiutante di campo signor Wohlzogen. Si dice che è più di Napoleone che nostro, e costui è il consigliere del ministro! Io non solo sono cortese con lui, ma gli obbedisco come un caporale, sebbene abbia un'anzianità superiore alla sua. È doloroso, ma

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