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l'avevano tolta), ora su Pėtr Feodorovič, che avrebbe dovuto regnare fra sette anni. Sotto il suo regno avrebbe trionfato la libertą completa, e tutto sarebbe stato cosģ semplice, che non ci sarebbe stato pił nulla. Le voci sulla guerra, su Bonaparte e sull'invasione si associavano in loro a certe considerazioni non meno confuse sull'Anticristo, sulla fine del mondo e sulla totale libertą.   
   Nel circondario di Bogučarovo c'erano solo grossi villaggi, in parte demaniali, in parte di proprietari terrieri, o anche soggetti al canone. I proprietari che vivevano sul posto erano ben pochi; come del pari erano pochi i domestici e coloro che sapevano leggere e scrivere; cosicché nella vita dei contadini di quei luoghi avevano maggior rilievo che altrove quelle misteriose correnti della vita popolare russa, le cui cause e il cui significato restano insondabili per i contemporanei. Uno di questi fenomeni era stato il movimento migratorio, manifestatosi una ventina d'anni prima fra i contadini di questa zona, verso chissą quali «fiumi caldi». Di colpo centinaia di contadini, fra i quali anche quelli di Bogučarovo, si erano messi a vendere il loro bestiame e a partire con le famiglie per chissą dove verso il sud-est. Come gli uccelli volano verso luoghi ignoti di lą dal mare, quegli uomini con le loro donne e i loro bambini si diressero a sud-est, in territorio ove nessuno di loro era mai stato. Se ne andavano a carovane, oppure si riscattavano individualmente, oppure fuggivano a bordo dei carri o a piedi verso i «fiumi caldi». Molti erano stati puniti, mandati in Siberia; altri morivano di fame e di freddo lungo il percorso, altri ancora tornavano spontaneamente, finché il movimento si estinse da sé, come da sé era cominciato, senza una causa apparente. Ma le correnti sotterranee non avevano cessato di fluire, fra quella moltitudine, ed erano andate preparandosi per qualche nuova

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