eravamo così preoccupati. Ecco, questo giovanotto è il figlio del conte,» soggiunse a voce più bassa. «Che momento terribile!»
E dopo aver pronunciato queste parole, si avvicinò al dottore.
«Cher docteur,» gli disse, «ce jeune homme est le fils du comte... y a-t-il de l'espoir?»
Subito, senza parlare il dottore alzò lo sguardo e raddrizzò le spalle. Anche Anna Michajlovna con una mossa identica raddrizzò le spalle e alzò gli occhi quasi chiudendoli; sospirò e scostandosi dal dottore si avvicinò a Pierre con un atteggiamento di particolare rispetto e di affettuosa mestizia.
«Ayez confiance en sa miséricorde!» gli disse e, indicatogli un divanetto affinché si sedesse ad aspettarla, si avviò senza rumore verso la porta alla quale tutti rivolgevano lo sguardo; questa si aprì con un leggero cigolio e subito dopo Anna Michajlovna scomparve.
Pierre, avendo deciso di sottomettersi in tutto alla sua guida, si diresse verso il divanetto che lei gli aveva indicato. Anna Michajlovna se n'era appena andata, quando egli notò che tutti gli sguardi erano fissi su di lui ed esprimevano un sentimento di curiosità, più che di partecipazione. Notò che tutti bisbigliavano fra loro indicandolo con gli occhi quasi con timore e perfino con servilismo. Gli dimostravano un rispetto che prima non gli era mai stato riservato: una signora a lui sconosciuta, che stava parlando con i preti, si alzò dal suo posto e gli offrì di sedere; un aiutante di campo raccolse un guanto che Pierre aveva lasciato cadere e glielo porse mentre i dottori tacquero in segno di omaggio quando lui passò loro accanto e si fecero da parte per fargli largo. In un primo momento Pierre avrebbe voluto sedersi in un altro posto per non disturbare la signora, e parimenti avrebbe voluto raccogliere da