occuperą lo studio del principe Andrej; e per divertimento si metterą a sfogliare e a leggere le sue lettere e le sue carte. M.lle Bourienne lui fera les honneurs de Bogučarovo. A me daranno una stanza per misericordia; i soldati profaneranno la tomba ancora fresca di mio padre per asportarne le croci e le stelle; mi racconteranno delle loro vittorie sui russi, esprimeranno ipocritamente la loro partecipazione al mio dolore...» pensava la principessina Mar'ja formulando idee che non erano proprie, ma sentendosi obbligata a far suoi i pensieri di suo padre e di suo fratello. Per lei, personalmente, non aveva importanza fermarsi qui o lą, muoversi nell'una o nell'altra direzione; ma nello stesso tempo si sentiva la rappresentante del padre scomparso e del principe Andrej. Che cosa avrebbero detto, che cosa avrebbero fatto in quel momento? ecco cosa anche lei sentiva necessario fare. Andņ nello studio del principe Andrej, e cercando di compenetrarsi nelle idee del fratello, meditņ sulla propria situazione.
Le esigenze della vita, che aveva creduto annientate con la morte di suo padre, si presentarono a un tratto alla principessina Mar'ja, con una nuova e ancor sconosciuta energia e la investirono tutta.
Sconvolta, accesa in viso, camminava per la stanza, facendo chiamare ora Alpatyč, ora Michail Ivanovič, ora Tichon, ora Dron. Dunjaa, la njanja e tutte le ragazze non potevano dirle in qual misura fosse esatto tutto ciņ che aveva detto m.lle Bourienne. Alpatyč non era a casa: era andato al comando militare. Michail Ivanyč, l'architetto, a sua volta convocato, si presentņ dalla principessina Mar'ja con gli occhi assonnati, ma non seppe dir nulla di preciso. Alle domande di lei rispose col sorriso di consenso col quale da quindici anni era abituato a rispondere alle domande del vecchio principe, senza esprimere la propria opinione; sicché