principessina, le sue spiegazioni con Dron e con la folla dei contadini avevano guastato a tal punto le cose, che Dron aveva consegnato definitivamente le chiavi, si era unito ai contadini e non si era neanche presentato quando Alpatyè l'aveva fatto chiamare; alla mattina, quando la principessina aveva dato ordine di attaccare i cavalli per partire, i contadini si erano riversati in gran folla al granaio e avevano mandato a dire che non avrebbero lasciato partire la principessina dal villaggio, che c'era l'ordine di non partire, e che avrebbero staccato i cavalli. Alpatyè si era recato da loro per dissuaderli, ma gli avevano risposto (più di tutti parlava Karp; Dron non si era fatto vedere, restando in mezzo alla folla), che non si poteva lasciare andar via la principessina, che c'era un ordine in questo senso, e che la principessina rimanesse pure, loro avrebbero continuato a servirla come prima e a obbedirla in tutto.
Nel momento stesso in cui Rostov e Il'in erano giunti al galoppo sulla strada del villaggio, la principessina Mar'ja, benché Alpatyè, la njanja e le cameriere la dissuadessero dal farlo, aveva dato ordine di attaccare e avrebbe voluto partire; ma, vedendo i cavalieri che arrivavano al galoppo, tutti li avevano presi per francesi, i cocchieri erano scappati e nella casa si era levato il pianto delle donne.
«Batjuška! Padre caro! Dio ti ha mandato,» dicevano voci commosse mentre Rostov attraversava l'anticamera.
La principessina Mar'ja, smarrita e senza forze, era seduta nel salone quando introdussero Rostov. Non capiva chi fosse e perché fosse venuto, né che cosa sarebbe stato di lei. Vedendo il suo viso russo e riconoscendo, dal modo di entrare e dalle prime parole dette da Nikolaj, che era un uomo del suo mondo, lo guardò con il suo sguardo profondo e radioso e cominciò