Indice   [800x750]    Website Info


sempre tanti, ma uomini mancano. I reggimenti non sarebbero quel che sono, se tutti i consiglieri prestassero servizio nei reggimenti, come fai tu. Mi ricordo di te dal tempo di Austerlitz... Ti ricordo, oh se ti ricordo: ti ricordo con la tua bandiera...» disse Kutuzov e un gioioso rossore salì al viso del principe Andrej a quel ricordo.   
   Kutuzov lo trasse a sé per un braccio porgendogli la guancia; e di nuovo il principe Andrej vide le lacrime negli occhi del vecchio. Sebbene il principe Andrej sapesse che Kutuzov era facile alle lacrime e che in quel momento egli era particolarmente affettuoso e comprensivo con lui perché desiderava esprimere, mostrargli che prendeva parte alla sua recente sventura, quel ricordo di Austerlitz lo riempì di gioia e lo lusingò.   
   «Va' con Dio per la tua strada. So che la tua è la strada dell'onore.» Tacque un istante. «Ho sentito la tua mancanza, a Bucarest: avrei dovuto mandarti a chiamare...» E, cambiando discorso, Kutuzov cominciò a parlare della guerra coi turchi e della pace che era stata conclusa. «Sì, mi hanno rimproverato, e non poco,» disse, «sia per quella guerra, sia per quella pace... ma tutto è venuto a tempo. Tout vient à point à celui qui sait attendre. Ma anche là i consiglieri non erano meno numerosi di qui...» proseguì, ritornando col discorso ai consiglieri, che evidentemente lo preoccupavano. «Oh, i consiglieri, i consiglieri!» disse. «A dar ascolto a tutti, noi, là, in Turchia, la pace non l'avremmo conclusa, e non avremmo finito la guerra. Si vuol fare tutto in fretta, e ciò che è fatto in fretta poi diventa lungo. Se Kamenskij non fosse morto, sarebbe finita male. Andava all'assalto delle fortezze con trentamila uomini. Prendere una fortezza non è difficile; difficile è vincere una campagna. E per questo non si deve prendere d'assalto e attaccare, ma occorre tempo e

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti