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«Dicevamo che il vostro reggimento, senza dubbio, sarà migliore di quello di Mamonov.»   
   «Ah, non parlatemi del mio reggimento,» rispose Pierre, baciando la mano della padrona di casa e sedendole accanto. «Mi è talmente venuto a noia!»   
   «Ne prenderete personalmente il comando?» disse Julie, scambiando un'occhiata furba e ironica con il milite.   
   In presenza di Pierre il milite non era più così caustique come prima e, dall'espressione del viso, parve non comprendere bene a cosa alludesse il sorriso di Julie. Nonostante la sua distrazione e la sua bonarietà, la personalità di Pierre paralizzava infatti immediatamente ogni tentativo di canzonatura in sua presenza.   
   «No,» rispose Pierre ridendo e guardandosi il grande e grasso corpo. «Per i francesi sarei un bersaglio persino troppo facile, e poi temo che non riuscirei a salire su un cavallo...»   
   Fra le varie persone che erano oggetto di conversazione di Julie e dei suoi ospiti, si venne a parlare dei Rostov.   
   «Pare che finanziariamente vadano molto male,» disse Julie. «E lui è così sconclusionato, sì, il conte. I Razumovskij volevano comperargli la casa e la tenuta presso Mosca, ma le cose vanno per le lunghe. Il conte chiede troppo.»   
   «No, sembra che la vendita si concluderà tra pochi giorni,» disse qualcuno. «Benché in questo momento sia una vera pazzia acquistare qualcosa qui a Mosca!»   
   «Perché?» domandò Julie. «Pensate sul serio che ci sia pericolo per Mosca?»   
   «E allora voi perché partite?»   

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