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   Il 24 c'era stato il combattimento presso il ridotto di Ševardino; il 25 non fu sparato un solo colpo né dall'una, né dall'altra parte. Il 26 si svolse la battaglia di Borodino.   
   Perché e come furono date e accettate le battaglie di Ševardino e di Borodino? Quale fu lo scopo della battaglia di Borodino? Né per i francesi, né per i russi, essa poteva avere significato. Il risultato più immediato era e sarebbe dovuto essere per i russi un passo di più verso la perdita di Mosca (cosa che temevano più di ogni altra al mondo), e per i francesi un passo di più verso la perdita di tutto l'esercito (cosa che essi, del pari, temevano più di ogni altra al mondo). Un risultato simile era già d'allora del tutto evidente e tuttavia Napoleone diede, e Kutuzov accettò, questa battaglia.   
   Se i capi dei due eserciti fossero stati guidati da cause ragionevoli, avrebbe dovuto essere ben chiaro a Napoleone come, avanzandosi per duemila verste, affrontando una battaglia con la probabile eventualità di perdere un quarto della sua armata, egli andasse incontro a sicura rovina; e altrettanto chiaro sarebbe dovuto apparire a Kutuzov come, affrontando quella battaglia e rischiando anch'egli di perdere un quarto della sua armata, con grandissima probabilità egli avrebbe perduto Mosca. Per Kutuzov questo era matematicamente chiaro, com'è chiaro che, se in una partita a dama io ho una pedina di meno, e faccio cambio, sicuramente perderò, e perciò non devo far cambio.   
   Quando l'avversario ha sedici pedine e io ne ho quattordici, io sono più debole di lui soltanto di un ottavo; ma quando io faccio cambio avendo tredici pedine, lui diventerà tre volte più forte di me.   
   Fino alla battaglia di Borodino, le nostre forze rispetto a quelle francesi si trovavano, approssimativamente, nella proporzione di cinque a

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