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sguardo di Cristo nel quadro della Madonna Sistina, era ritratto mentre giocava a bilboquet.   
   La palla rappresentava il globo terrestre e il bastoncino che aveva nell'altra mano rappresentava uno scettro.   
   Sebbene non fosse del tutto chiaro ciò che il pittore avesse voluto significare raffigurando il cosiddetto re di Roma che infilzava il globo terrestre con un bastoncino, quest'allegoria, come già a tutti coloro che avevano visto il quadro a Parigi, parve evidentemente chiara anche a Napoleone e gli piacque subito.   
   «Roi de Rome!» disse egli, indicando il ritratto con un grazioso gesto della mano. «Admirable!»   
   Con la capacità propria agli italiani di mutare a volontà l'espressione del viso egli si avvicinò al ritratto e assunse un'aria di tenerezza pensierosa. Sentiva che ciò che avrebbe detto e fatto in quel momento era storia. E gli sembrava che la miglior cosa che in quel momento potesse fare, fosse di mostrare la sua semplice tenerezza paterna a onta di tutta la propria grandezza, grazie alla quale suo figlio giocava a bilboquet con il globo terrestre. I suoi occhi si annebbiarono, egli si fece avanti, guardò una sedia (e la sedia balzò subito sotto di lui) e sedette di fronte al ritratto. Un solo suo gesto, e tutti uscirono in punta di piedi lasciando il grand'uomo solo con se stesso e con la sua commozione.   
   Dopo esser rimasto così seduto per un certo tempo e aver sfiorato, senza sapere neanche lui perché, con la mano la ruvidezza dei tocchi chiari del ritratto, si alzò e chiamò di nuovo de Beausset e l'aiutante di servizio. Diede ordine di portare il ritratto davanti alla tenda per non privare la vecchia guardia, accampata vicino alla tenda, della gioia di vedere il re di Roma; figlio ed erede del suo adorato imperatore.   

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