concomitanza di tutte le volontà degli uomini che prendono parte a tali eventi, e che l'influenza di Napoleone sul corso di questi eventi è solamente esteriore e fittizia.
Per quanto strana possa sembrare a prima vista la supposizione che la notte di San Bartolomeo, ordinata da Carlo IX, non sia accaduta per sua volontà, ma che egli abbia avuto soltanto l'impressione d'averla ordinata, e che la strage di ottantamila uomini a Borodino non sia avvenuta per volontà di Napoleone (sebbene egli abbia dato gli ordini per l'inizio e per tutto il corso della battaglia), ma che egli abbia avuto semplicemente l'impressione di averla ordinata, per quanto strana possa sembrare questa supposizione, la dignità umana, la quale mi dice che ognuno di noi, se non di più, di certo non è meno uomo di un qualsiasi Napoleone, mi impone di ammettere questa soluzione della questione; e le indagini storiche confermano abbondantemente questa supposizione.
Nella battaglia di Borodino Napoleone non sparò su nessuno e non uccise nessuno. Fecero tutto questo i soldati. Dunque non fu lui a uccidere la gente.
I soldati dell'esercito francese andavano a uccidere e a farsi uccidere nella battaglia di Borodino non in seguito all'ordine di Napoleone, ma per un loro proprio desiderio. Tutto l'esercito: francesi, italiani, tedeschi, polacchi, affamati, laceri e sfiniti dalla marcia, alla vista dell'esercito che gli sbarrava l'accesso a Mosca, sentirono che le vin est tiré et il faut le boire. Se Napoleone in quel momento gli avesse proibito di battersi con i russi, essi lo avrebbero ucciso e poi sarebbero andati a battersi contro i russi, perché per essi questo era necessario.
Mentre ascoltavano il proclama di Napoleone, che prometteva loro, come consolazione alle loro mutilazioni e alla morte, le parole che i posteri