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nulla, ora radi, ora frequenti globi di fumo delle cannonate, che, lungo tutta quell'estensione, si vedevano ora gonfiarsi, ora crescere, alzandosi in volute, fondendosi fra loro.   
   Questi fumi delle cannonate e, strano a dirsi, i loro suoni, determinavano la bellezza principale dello spettacolo.   
   Puff! - e a un tratto si vedeva un fumo rotondo, compatto, cangiante fra il viola, il grigio e il bianco latte, e buuum echeggiava dopo un secondo il rumore del fumo.   
   «Puf-puf» - due fumi si sollevavano urtandosi e fondendosi, e, «bum-bum» - i rumori confermavano ciò che vedevano gli occhi.   
   Pierre si voltava a guardare il primo fumo, che un momento prima era ancora una piccola palla rotonda, mentre ora, al suo posto c'erano già dei globi di fumo che si allungavano da una parte, e «puf... (con un intervallo) puf... puf», ne formavano altri tre, altri quattro, e a ciascuno, con gli stessi intervalli, «bum... bum bum», rispondevano dei bei colpi fermi e precisi. A volte pareva che questi fumi corressero, a volte che stessero fermi e davanti a loro corressero i boschi, i campi e le baionette scintillanti. E a sinistra, fra i campi e le macchie, continuamente si formavano questi grandi fumi con i loro echi solenni, mentre ancor più vicino, fra le bassure e i boschi, esplodevano le piccole fumate dei fucili, che non riuscivano ad arrotondarsi, e avevano anch'esse i loro piccoli echi, «Trach-ta-ta-tach», crepitavano i fucili in modo frequente, ma con un rumore irregolare in confronto alle cannonate.   
   Pierre avrebbe voluto essere là, dov'erano quei fumi, quelle baionette e quei cannoni scintillanti, quel movimento, quei suoni. Si voltò a guardare Kutuzov e il suo seguito per confrontare la propria impressione con la loro. Tutti esattamente come lui e, secondo quanto gli parve, con

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