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   «A sinistra, prendi a destra,» gli gridavano.   
   Pierre voltò a destra e inaspettatamente s'imbatté nell'aiutante del generale Raevskij che conosceva bene. Quest'aiutante lanciò un'occhiata irritata a Pierre, evidentemente accingendosi pure lui a gridargli contro qualcosa, ma, riconosciutolo, gli fece cenno col capo.   
   «Come mai voi qui?» esclamò, e galoppò oltre.   
   Pierre, sentendosi un intruso, e non avendo nulla da fare, temendo di dar fastidio a qualcuno, seguì al galoppo l'aiutante.   
   «Ma qui, dove siamo? Posso venire con voi?» domandò.   
   «Subito, subito,» rispose l'aiutante e, accostatosi al galoppo a un grasso colonnello che stava sul prato, gli comunicò qualcosa, e allora soltanto si rivolse a Pierre.   
   «Come mai siete capitato qui, conte?» gli disse con un sorriso. «Sempre per curiosità?»   
   «Sì, sì,» disse Pierre.   
   Ma l'aiutante, voltato il cavallo, proseguì oltre.   
   «Qui, grazie a Dio, non va male,» disse, «ma sul fianco sinistro, da Bagration, c'è un fuoco spaventoso.»   
   «Davvero?» domandò Pierre. «E dov'è?»   
   «Be', venite con me sul tumulo; di là, dove siamo noi, si vede. Ma alla batteria è ancora una cosa sopportabile,» disse l'aiutante. «Allora, venite?»   
   «Sì, io vengo con voi,» disse Pierre, guardandosi attorno e cercando con gli occhi il suo palafreniere.   
   Solamente allora Pierre vide per la prima volta i feriti che arrancavano a piedi o che venivano trasportati sulle barelle. Su quello stesso piccolo prato con i mucchi odorosi di fieno, che aveva attraversato

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