Il fuoco rimbombante dei cannoni e dei fucili si intensificava su tutto il campo di battaglia, specialmente a sinistra, dov'erano le flèches di Bagration, ma, a causa del fumo degli spari, dal punto dov'era Pierre non si poteva vedere quasi nulla. Inoltre, l'attenzione di Pierre era assorbita dall'osservazione di quel gruppo quasi di famiglia (separato da tutti gli altri) che si trovava alla batteria. La sua prima eccitazione, inconsciamente gioiosa, prodottagli dalla vista e dai rumori del campo di battaglia, adesso, specialmente dopo che aveva visto il soldato che giaceva sul prato, aveva lasciato il posto a un altro sentimento. Adesso, seduto sulla scarpata del bastione, egli osservava i visi che lo attorniavano.
Verso le dieci già una ventina di uomini erano stati portati via dalla batteria; due cannoni erano stati fracassati e sulla batteria piombavano sempre più sovente i proiettili, mentre le palle di cannone troppo lunghe volavano sopra di loro ronzando e fischiando. Gli uomini che si trovavano alla batteria non sembravano però accorgersi di questo; da tutte le parti si udivano scherzi e un allegro chiacchiericcio.
«Caruccia!» gridava un soldato a una granata che si avvicinava volando con un sibilo. «Non qui! Alla fanteria!» aggiunse con una risata un altro, vedendo che la granata era passata oltre e cadeva fra le file delle truppe di copertura.
«E che, la conosci?» disse ridendo un altro soldato rivolgendosi a un contadino che si era chinato a terra sotto una palla che gli volava sopra la testa.
Alcuni soldati si erano raccolti presso il bastione, osservando ciò che succedeva all'altura.
«Hanno tolto anche le truppe di prima linea, vedi, sono andati