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incontenibile rancore.   
   «Ebbene, rallegratevi ora,» disse, «questo è ciò che vi aspettavate.»   
   E scoppiando in singhiozzi, si coprì il viso col fazzoletto e corse fuori della stanza.   
   Dopo la principessina uscì il principe Vasilij. Barcollando, arrivò fino al divano sul quale era seduto Pierre e vi si lasciò cadere nascondendosi gli occhi con una mano. Pierre notò che egli era pallido e che la mascella inferiore era scossa da un fremito spasmodico come in un brivido febbrile.   
   «Ah, mio caro,» disse, dopo aver afferrato Pierre per un gomito; e nella sua voce c'erano una sincerità e una debolezza che in lui Pierre non aveva mai notato prima d'allora. «Quanti peccati, quanti inganni si commettono; e tutto perché? Io ho più di sessant'anni, amico mio... Io... Tutto finisce con la morte, tutto. La morte è spaventosa.» E scoppiò a piangere.   
   Anna Michajlovna uscì per ultima. Si avvicinò a Pierre a piccoli passi silenziosi.   
   «Pierre...» disse.   
   Pierre la guardò con aria interrogativa. Lei baciò in fronte il giovane, inumidendolo di lacrime. Poi tacque un istante.   
   «Il n'est plus...»   
   Pierre la guardava attraverso gli occhiali.   
   «Allons, je vous reconduirai. Tâchez de pleurer. Rien ne soulage, comme les larmes.»   
   Lo accompagnò in un salotto buio e Pierre fu contento che nessuno, lì, potesse vedere il suo viso. Anna Michajlovna lo lasciò solo, e quando tornò, Pierre dormiva di un sonno profondo, con la testa appoggiata su un

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